I
Giorni dello ZAR
Si tratta dell'allestimento in una parte del Castello di Racconigi per rievocare
la visita dello Zar, Nicola II, in Italia nel 1909.
La mostra si percorre con una visita "accompagnata" di circa trenta minuti che
permette di vedere anche alcune stanze meno note del castello di Racconigi con
gli elementi che rievocano i preparativi per il grande evento. Interessante, ma
non troppo esaustiva, può essere vista come un completamento alla visita guidata
del Castello, (di circa 1 ora) ben più corposa ed affascinante, visto che si
tratta dell'ultima residenza realmente "vissuta" dai Savoia con rredi
ottecenteschi e del primo novecento. Unico problema il freddo all'interno degli
ambienti, essendo sempre stata un residenza solo estiva è priva di sistemi di
riscaldamento.
Castello di
Racconigi, fino al 21 marzo.
Indagini di un Cane
Collezioni d'arte di cinque fondazioni europee. Una mostra più interessante
delle ultime presentate alla Fondazione Sandretto. Alcune opere fanno riflettere
e sono ben congeniate, altre, come spesso accade con l'arte contemporanea,
lasciano come sempre molto perplessi. Apprezzabili le foto e alcune
installazioni, da evitare i video. Consigliata la visita guidata.
Fondazione Sandretto Rebaudengo, fino al 4 marzo.
GAM - Mostra IAN KIAER
LLa Gam si presenta de fine ottobre con un nuovo
allestimento non più suddiviso nei due piani '800 e '900 ma con un percorso
tematico: veduta, genere, infanzia, specularità. L'esposizione risulta più
dinamica, coinvolgente, talvolta anche azzardata. Alcune opere fanno parte di
percorsi di riallestimenti periodici per cui talvolta possono risultare "nuove"
anche per i più attenti visitatori del museo, che troveranno certo piacere a
fare una nuova visita. Unico neo manca ancora un'audioguida. Nello spazio mostre
(GAM Underground Project) troviamo IAN Kiaer, giovane artista londinese, le cui
21 installazioni esposte non lasciano certo il segno al visitatore.
Mostra fino al 31 gennaio.
Fondazione Accorsi -
Mostra Tra Canaletto e Guardi
E' un vero gioello, non così conosciuto in città. Sono
26 stanze dell'ex bottega del grande antiquario torinese Pietro Accorsi a
cui si aggiungono le stanze della sua casa trasferite in via Po con tutti gli
arredi, gran parte del settecento. Ci sono pezzi di ogni genere dai più curiosi
ai grandi mobili dell'ebanista Piffetti. La visita guida è piacevole e garbata.
La mostra invece è molto piccola, 12 tele (10 del Maestro anomino dell'Accademia
Albertina), la sua visita ha ragione solo all'interno di quella globale della
Fondazione.
Mostra fino al 10 gennaio.